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Post Taggati ‘spiagge’

Le “cinque vele” portate dal trattore, a Cala Sisine.

Cafoni estivi in Sardistàn.

Fuoristrada sulla spiaggia.

 

La presente per segnalare che nella spiaggia di ciottoli tra Gennemari e Solanas (vedi localizzazione_parcheggio_fuoristrada.JPG), nei fine settimana estivi e quasi tutti i giorni ad Agosto, si registra la presenza di numerosi fuoristrada parcheggiati sulla spiaggia a pochi metri dal bagnasciuga. La foto allegata è stata fatta il 27 Luglio u.s.
Per impedire l’incursione di fuoristrada sarebbe sufficiente sbarrare la stradina di accesso, così come è stato fatto ad esempio per la spiaggia di Mari Pintau.
Nel frattempo, per evitare che anche durante il restante scorcio di stagione balneare la spiaggia continui a trasformarsi in parcheggio di fuoristrada, sarebbe opportuno installare il prima possibile cartelli di divieto di accesso e intensificare i controlli.

Distinti saluti.

Juri Iurato

Gruppo d’Intervento Giuridico

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La tutela del litorale di Villasimius: dalla teoria alla pratica.

 

In un post precedente si era parlato dell’importante ordinanza con la quale il comune di Villasimius ha stabilito delle regole per l’utilizzo degli ambienti costieri più delicati (dune e stagni retro-dunali).

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Spiagge violentate, in Gallura.

Pulizia delle spiagge ? Degrado e poco più. A Cannesisa (Torre delle Stelle).

Gestione “eco-sostenibile” delle spiagge, la Posidonia, i rifiuti.

Gestione “eco-sostenibile” delle spiagge: sì, ma come ?

Linee guida per la gestione delle spiagge, queste sconosciute.

Un po’ di tutela per la spiaggia di Cannesisa…

Linee guida per la gestione della fascia costiera.

Le spiagge del Sarrabus privatizzate, la difesa d?ufficio dal Comune di Castiadas.

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Cafoni a Mari Pintau.

L’estate è finita, si devono rimuovere i chioschi dalle spiagge !


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno inoltrato una richiesta (nota del 25 gennaio 2007) di rimozione anche coattiva dei chioschi e strutture estive varie tuttora presenti sulle spiagge di Cala Turnu, Cala Pira, San Pietro, Cala Sinzias in Comune di Castiadas (CA). La richiesta è stata inoltrata agli Assessorati regionali dei beni culturali e dell?urbanistica, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, alla Capitaneria di Porto di Cagliari, al Comune di Castiadas ed alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.
Già con note del 13 settembre 2004 e del 20 luglio 2005 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico richiedevano informazioni a carattere ambientale ed opportuni interventi riguardo le strutture di servizio alla balneazione sulle spiagge di Castiadas. Gli interventi sono risultati (vds. nota Comune Castiadas prot. n. 6631/VI/9 del 9 settembre 2005) approvati in base a piano comunale accessi e servizi a mare (deliberazione Giunta municipale n. 49 dell?1 settembre 1998) e forniti di autorizzazione ?di massima? sotto il profilo paesaggistico con nota Ass.to reg.le BB.CC. ? Servizio tutela paesaggio n. 1935 del 2 aprile 1999. Tuttavia devono esser tutte strutture temporanee e non permanenti, da rimuovere quindi al termine della stagione estiva. Invece, in proposito, sono pervenute specifiche segnalazioni fotografiche realizzate in piena stagione invernale concernenti il mantenimento delle strutture posizionate sul demanio marittimo ben oltre il termine della stagione estiva. Ormai quasi una privatizzazione strisciante del demanio marittimo e delle spiagge, tutelate anche da specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). E? quindi ora di sbaraccare tutto?..

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto P.L., archivio GrIG)

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Spiagge di Cala Giunco e Simius, ma sono ancora "libere" ?


Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d?Intervento Giuridico hanno inviato una richiesta (esposto del 16 agosto 2006) di informazioni a carattere ambientale ed adozione di opportuni interventi agli Assessori regionali dei beni culturali e dell?urbanistica, al Comandante della Capitaneria di Porto di Cagliari, al Soprintendente per i beni ambientali di Cagliari, al Servizio tutela del paesaggio di Cagliari, al Sindaco di Villasimius (CA) e, per opportuna conoscenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari in relazione alla verifica delle attività a pagamento a servizio della balneazione (noleggio ombrelloni, sdraio, attrezzature nautiche, ecc.) nelle località di Cala Giunco e Spiaggia del Simius, in particolare riguardo l?ampiezza dell?area occupata ed il sito prospicente il complesso turistico-ricettivo ?Timi Ama?, nonché riguardo la sistemazione stradale retrostante. Tali attività si svolgono, come noto, in aree demaniali marittime dietro concessione regionale. Inoltre la strada a fondo naturale costeggiante lo Stagno di Nottèri, avente pubblico uso da tempo risalente, risulta costellata da recinzioni in plastica ?uso cantiere? e da cartelli portanti la scritta ?proprietà privata?. Tutti questi fatti sono stati oggetto di decine di segnalazioni alle Associazioni ecologiste da parte di numerosi turisti (sardi e non) in queste ultime settimane. Si ricorda che la costa di Villasimius è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina, la spiaggia e le immediate adiacenze sono tutelate anche con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). L?area a mare rientra, inoltre, nell?Area Protetta Marina ? A.M.P. ?Capo Carbonara ? Isole di Serpentara e dei Cavoli?, (legge n. 493/1991 e successive modifiche ed integrazioni, D.M. 15 settembre 1998 di istituzione) e nel proposto sito di importanza comunitaria – pSIC ?Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis? (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali). Le spiagge, inoltre, appartengono al demanio marittimo (artt. 822 e ss. cod. civ.). Lo Stagno retrodunale di Nottèri, inoltre, è stato recentemente inverno 2005) oggetto di un intervento parziale di risanamento (regolazione della salinità, percorsi obbligati per salvaguardare le dune, isolotto artificiale per favorire la nidificazione dell?avifauna, ecc. per 800 mila euro di importo complessivo) curato dal Comune di Villasimius. Per completare l?opera necessiterebbe un altro milione di euro. Si auspicano controlli rapidi e verifiche che consentano di far fruire di adeguata spiaggia libera i tanti bagnanti che non possono permettersi il lusso di pagare decine di euro al giorno per un bene di tutti.

Qualche riga su un altro aspetto di notevole rilievo per Cala Giunco. Molti turisti hanno letteralmente tempestato gli Amici della Terra ed il Gruppo d’Intervento Giuridico per il timore che le operazioni in corso a Cala Giunco riguardassero l?inizio dei lavori per la realizzazione dell?ennesimo complesso turistico-edilizio sulla costa di Villasimius. Proprio nell?unico tratto rimasto ancora ?libero?. Fortunatamente, almeno per ora, non è così. Le associazioni ecologiste se ne occupano dal lontano 1994, quando l’allora società immobiliare Poker Sardiniae s.p.a. (in mano ad un impresario quartese) riprese dei lavori già iniziati abusivamente negli anni ?’70 e già condannati in sede penale (si rinvengono alcuni rustici dell?epoca). Vennero nuovamente fermati. Dopo una serie di vicissitudini societarie che coinvolsero anche aspetti penali e civili, la Cala Giunco s.r.l. finì in mano al gruppo Zuncheddu, proprietario del polo dell’informazione L’Unione Sarda – Videolina – Radiolina e di numerose società immobiliari operanti in Sardegna e non solo. Il progetto immobiliare venne rimodulato per un complesso ricettivo + alcune ville + campo da golf (circa 81 mila metri cubi). Il progetto venne avversato nei modi di legge e vi furono diversi interventi da parte del Ministero per i beni ed attività culturali e della Soprintendenza per i beni ambientali ed il paesaggio di Cagliari che annullò, in base alla normativa vigente, le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dall’Assessorato regionale della pubblica istruzione e beni culturali (1994-1995). Si deve rammentare che il vecchio ed illegittimo piano territoriale paesistico n. 13 (D.P.G.R. 6 agosto 1993, n. 278), annullato con sentenza del T.A.R. Sardegna 6 ottobre 2003, n. 1207 su ricorso degli Amici della Terra, ne permetteva l’ampia edificabilità. Poco prima l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – incredibilmente – escluse il progetto immobiliare dallo svolgimento del procedimento di valutazione di impatto ambientale (determinazione Servizio SIVEA n. 2201/VIII del 18 settembre 2002). Contro questo provvedimento venne presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato. Nel mentre la Cala Giunco s.r.l. aveva pensato bene di chiederci in sede di giustizia civile un risarcimento danni di due miliardi di vecchie lire perchè semplicemente avevamo fatto il nostro dovere di associazioni ecologiste… Ci siamo difesi, naturalmente, grazie al prezioso e valido operato dell?avv. Carlo Augusto Melis Costa, e la vicenda processuale finì con una transazione che ci vide riconosciuti gli òneri delle spese legali insieme ad un contenuto ristòro. Ovviamente il progetto turistico-edilizio non è stato abbandonato, ma la legge regionale n. 8/2004 (la c. d. legge salva-coste) e l’adozione del piano paesaggistico regionale nel maggio scorso non consentono, attualmente, alcun legittimo inizio dei lavori.

Gruppo d?Intervento Giuridico e Amici della Terra

(foto S.D., archivio GrIG)

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